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Articolo del 01/12/2008

Tratto da Gestire n° 63
NON CHIAMATELI VIGILANTES

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L’11 settembre ha rappresentato una svolta anche per i servizi di sorveglianza. La maggiore richiesta di protezione ha costretto le società del settore a rinnovarsi. Puntando sulla selezione del personale, un training accurato, un’attenta supervisione e anche su retribuzioni più alte

Hollywood negli anni ci ha trasmesso un’immagine abbastanza precisa della guardia di sicurezza: un poliziotto in pensione, vecchio e sovrappeso che si aggira di notte nei corridoi degli uffici controllando porte e finestre. Questo personaggio, di solito, fa una brutta fine prima di riuscire a pronunciare anche una sola battuta. Tale percezione è ormai entrata nell’immaginario comune ma, almeno nel caso degli Stati Uniti, comincia ad essere molto lontana dalla realtà. Il ruolo della guardia di sicurezza, infatti, ha incontrato negli ultimi anni un’importante e veloce evoluzione grazie ad un processo di training ben più approfondito che in passato e all’utilizzo di sofisticate apparecchiature elettroniche. Tale convergenza tra un migliore impiego e selezione delle risorse umane ed un più ampio ricorso alla tecnologia ha portato il servizio di sicurezza a migliorare notevolmente la sua efficacia e a consentire un maggiore controllo dei costi.
Come è facile intuire, in questo particolare settore l’11 settembre ha avuto la funzione di un enorme spartiacque. Prima, per la maggior parte delle organizzazioni statunitensi, la questione della sicurezza si limitava per lo più al prevenire atti di vandalismo e furti. Gli attentati di sette anni fa hanno portato un radicale cambio di scenario, con un forte incremento delle regolamentazioni federali che impongono alle industrie, soprattutto se appartenenti a settori definiti come “sensibili” alle minacce terroristiche, di sviluppare sistemi in grado di prevenire un gran numero di rischi potenziali. Tutto ciò ha anche causato un cambiamento nel modo in cui i Facility Manager affrontano il compito di tutelare le strutture aziendali dai pericoli esterni. L’approccio tradizionale era, per molti di loro, quello di attendere il sopraggiungere di un problema e lavorare poi per risolverlo; l’espletamento delle funzioni legate alla sicurezza, in parole povere, era interpretato come un male necessario. I Facility Manager statunitensi hanno ormai completamente abbandonato questa impostazione, a favore di un approccio più organico e strategico al servizio. Vediamone le caratteristiche.
Una centrale petrolifera ed un’azienda produttrice di computer non avranno certamente le stesse necessità per quanto riguarda il livello di sicurezza da garantire, ma il modo in cui questo servizio viene trattato può e deve essere lo stesso. La fase di pianificazione, detto in altri termini, va affrontata con la medesima cura a prescindere dalla natura dell’organizzazione e deve porre in evidenza quelle caratteristiche dell’attività e degli edifici che rendono unica l’azienda considerata.
Il primo passo da compiere è quindi una valutazione completa della vulnerabilità delle strutture e un esame preciso dei rischi a cui l’organizzazione è esposta. Sulla base di questi elementi si potrà poi stilare una lista delle priorità da affrontare. Questi passaggi confluiranno nella creazione di un piano di sicurezza che possa garantire il livello di salvaguardia necessario ad un costo accettabile. Il piano deve essere il più preciso possibile, codificando le procedure da seguire sia a scopo preventivo che reattivo, assegnando delle responsabilità specifiche e stabilendo obiettivi generali, KPI e altri strumenti utili a misurare l’efficacia della performance del fornitore. Questa, se preparato, sarà solo felice di tanta chiarezza circa gli scopi da raggiungere.
Sono quattro i fattori principali per far sì che la gestione di questo delicato servizio sia davvero efficace:

un accurato processo di selezione del personale: è un passaggio imprescindibile se si vuole creare una squadra di sicurezza davvero valida. Dato che a queste persone verrà affidato, tra le altre cose, il compito di vegliare sull’incolumità dei propri dipendenti è bene essere sicuri che siano professionalmente preparate e degne della massima fiducia. È perciò di vitale importanza conoscere quale procedure di selezione adotti il fornitore nella scelta del proprio personale.
 
Il training: per molti fornitori di servizi di sicurezza il processo di addestramento consiste nel far vedere un filmato di mezz’ora ai propri dipendenti. Meglio che niente, ma è opportuno pretendere molto di più. Le migliori agenzie di sicurezza statunitensi sottopongono il proprio personale ad un corso intensivo di 40 ore e ad un esame estremamente duro nel quale il candidato deve dimostrare di possedere nozioni di medicina e legge oltre che una completa conoscenza delle armi e delle tecniche di difesa. A questo corso segue poi un training di una settimana operato sul sito del cliente, una soluzione che consente al personale di sicurezza di prendere confidenza con la realtà in cui andrà ad operare. L’addestramento non si limita a questi due passaggi, ma è inteso come un processo continuo che dura per tutto il periodo in cui il personale presta servizio nell’agenzia.

Supervisione
: il personale di sicurezza dovrebbe poter far riferimento ad un project manager che abbia una conoscenza completa del sito aziendale e delle sue caratteristiche particolari. L’ambiente lavorativo di questi anni è caratterizzato da una grande dinamicità e richiede l’abilità di adattarsi a condizioni e necessità mutevoli. Questo, a sua volta, esige un processo di supervisione estremamente rigoroso.
Retribuzione adeguata del personale di sicurezza: tale fattore può avere, logicamente, una forte incidenza sul budget stanziato per il servizio, ma non deve essere trascurato. Si tratta di offrire al personale paghe competitive, così da attrarre gli elementi migliori. Un problema nell’area della sicurezza può causare all’azienda danni ingenti e non solo di natura economica; è consigliabile perciò investire in maniera decisa ed assicurarsi il meglio che il mercato possa offrire.

Se questi sono punti fondamentali da seguire per un servizio di sicurezza efficace, molto di più si può fare per trarne il massimo valore. Il personale di sicurezza è una risorsa che può essere utilizzata in maniera creativa; un semplice esempio chiarirà meglio il concetto: l’elevato turnover degli occupanti di un particolare edificio aveva provocato un effetto negativo sul budget a disposizione del Property Manager a causa della necessità di cambiare con enorme frequenza le serrature. La soluzione trovata fu quella di far frequentare alle guardie di sicurezza un corso da ferramenta, così che fossero loro stesse in grado di cambiare le serrature quando necessario. Un accorgimento elementare che portò però effetti positivi sul budget e aumentò il valore dell’investimento nel servizio di sicurezza. La lista di soluzioni creative applicabili a questo settore è praticamente infinita e include attività come quella di accoglienza dei visitatori o di monitoraggio dei sistemi di ventilazione e riscaldamento dell’edificio. Sfruttarle renderà ancora più chiaro come le spese per la sicurezza non solo non siano semplicemente un male necessario, ma possano trasformarsi in un’autentica risorsa per l’azienda.

Tratto da:
Play It Safe: What's Your Security Plan?
di Stephen R. Aborn e John T. Kozak
da FMJ maggio/giugno 2008

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