Hammarby Sjostad: un esempio di riconversione
Data di pubblicazione: 28 MAR 2014
di Daniele Marescotti - Membro del Comitato Scientifico CETRI

Già conosciuta come la “Venezia del Nord”, Stoccolma è diventata nel 2010 la prima Capitale Verde d’Europa1 . Si tratta di un riconoscimento datole dalla Commissione Europea. E non a caso: infatti Stoccolma conta oltre 26 parchi, un sistema eco-compatibile di trasporti pubblici, misure efficienti di riduzione del rumore e dell’inquinamento. Stoccolma si prefigge anche l’ambizioso obiettivo di essere completamente indipendente dai combustibili fossili entro il 2050.

C’è un quartiere che però spicca particolarmente nella capitale svedese: si tratta di Hammarby Sjostad. Qui gli edifici affacciano per buona parte sull’acqua del lago Hammarby Sjo in un’atmosfera di tranquillità ed integrazione con la natura. Una metropolitana leggera collega il quartiere con il centro e il resto della periferia. Si scende alla fermata di Sickla Kaj e, guardandosi attorno, si vede il GlashusEtt, il centro di informazione ambientale del quartiere. E’ un palazzetto di vetro di 3 piani.
Si scorgono anche spazi verdi condominiali e fra edifici, con giochi per l’infanzia, e anche qualche box con la sabbia. Per ogni appartamento sono previsti almeno 15 metri quadrati di cortile e un totale di 25-30 metri quadrati di spazi aperti.

L’integrazione con la natura da parte degli svedesi è tale che, nelle belle giornate, alcuni abitanti fanno un giro in canoa lungo i canali, mentre negli spazi verdi giovani mamme si dedicano ad attività sportive all’aria aperta, con i passeggini “parcheggiati” sotto le fronde degli alberi.

Camminando fra gli edifici di Hammarby Sjostad non si notano pannelli solari, eppure essi sono perfettamente integrati con l’architettura del tetto per un risultato che lascia un impatto visivo molto buono. Le facciate delle case presentano ampie vetrate spesso senza tende: la luce del sole qui viene considerata una risorsa anche per il buon umore.

Non si vedono molte macchine in giro per il quartiere. Principalmente, oltre alla metropolitana leggera, che si ferma a Sickla Kaj, passano bus ad etanolo e biciclette. Gli spostamenti in auto dei residenti avvengono spesso con la pratica del car-pooling: più persone condividono un unico mezzo per raggiungere il posto di lavoro o il luogo di studio. Al centro di informazione ambientale di Hammarby si scopre poi, più precisamente, che l’80% degli spostamenti quotidiani di residenti e lavoratori deve avvenire attraverso trasporti pubblici, a piedi o in bicicletta e che ciò è stato previsto dal 2010 in seguito ad obiettivi posti dall’amministrazione comunale.

Se la giornata è buona e la temperatura non è troppo bassa, nel fine settimana è possibile vedere anziani che percorrono il corso d’acqua principale con una canoa. “E’ lo stesso corso d’acqua che percorrono i salmoni, ma questo non avviene prima di fine ottobre o inizio novembre”, spiega un anziano che, ruotando a mano un sistema di leve, permette a quelli sulla canoa di passare per un altro tratto.
Cassonetti: per Hammarby Sjostad sembrano quasi non esserci. Poi si capisce il perché. Ogni condominio ha dei cilindri, uno per ogni tipo di rifiuto. I cilindri non si riempiranno mai perché sono collegati ad un “serbatoio” sotterraneo che viene poi svuotato dalla nettezza con appositi mezzi che raccolgono i rifiuti aspirandoli dal sottosuolo.

Quando Stoccolma decise di divenire sede olimpica per il 2004 l’area di Hammarby venne indicata come sito dove realizzare il villaggio olimpico. Il quartiere era però tutt’altro rispetto al modello green di oggi. Appariva piuttosto come una cupa “baraccopoli” industriale. Ma Stoccolma non fu più scelta come sede olimpica, tuttavia decise di portare avanti il suo progetto di riqualificazione.

Per prima cosa partì la bonifica: furono rimosse 180 tonnellate di metalli pesanti e 130 tonnellate di olio e grassi. Poi si sono costruiti edifici in modo da ridurre l’impatto ambientale al di sotto del 50% rispetto all’edilizia residenziale svedese degli anni ’90. Attualmente Hammarby Sjostad conta 11 mila alloggi per circa 25 mila abitanti e 10 mila addetti in attività produttive. Infine, al fine di adattare l’area per renderla uno spazio “environmentally friendly”, è stato necessario un forte investimento in spazi verdi pubblici, con progetti di mantenimento per la foresta di querce, moli in legno lungo i canali, un ampio viale e parchi pubblici.

Lo schema del programma di riqualificazione di Hammarby Sjostad incorporava una visione guida del quartiere descritta nei seguenti termini: “La performance ambientale del quartiere dovrebbe essere due volte quella delle migliori tecnologie disponibili allo stato attuale nel campo dell’edilizia. Nel progredire, gli obiettivi fissati devono continuare ad evolversi in questa specifica direzione. Al fine di realizzare questi obiettivi devono essere rivisti gli stili di vita, sviluppate nuove soluzioni tecnologiche, e implementata una visione più olistica di pianificazione. Il quartiere deve essere progettato e costruito in accordo con i principi dei cicli naturali; Hammarby Sjostad deve servire da esempio per l’edilizia sostenibile ed eco-compatibile, in prima linea nella lotta per lo sviluppo sostenibile nelle aree urbane densamente popolate”2.

Esempi di obiettivi operativi divisi in nove categorie (City of Stockholm 1996a)
Categoria Esempi di obiettivi operativi
Energia La richiesta totale di energia non deve superare i 60 kWh/m2 di cui l’elettricità non deve eccedere i 20 kWh/m2 e il totale deve risultare dalla somme di tutto il consumo dell’energia residenziale che include l’energia ottenuta dai pannelli solari.
Trasporti L’80% di tutti gli spostamenti interni deve avvenire con trasporto pubblico, bicicletta o a piedi.
Materiali di scarto (rifiuti e riciclaggio) L’ammontare totale dei materiali di scarto e di quelli riciclabili, nei quali c’è una responsabilità delle autorità municipali  e diversi interessi commerciali, deve essere ridotto del 20%.
Acque e scarichi Il consumo di acqua (con esclusione di quella di ricircolo) per persona deve essere ridotto del 50% comparato con la fornitura media delle nuove case nel nuovo quartiere.
Materiali di
costruzione
Materiali recuperabili devono essere utilizzati nel momento in cui ciò è tecnicamente ed economicamente possibile.
Uso dei terreni Il 100% dei terreni rinnovati devono essere ricreati negli spazi interni e adattati al quartiere.
Suoli contaminati Le aree con i suoli contaminati devono essere bonificate prima di essere rinnovate in misura tale che non rappresentino più un rischio sia per la salute pubblica sia per l’ambiente.
Bonifica del lago Tutte le acque piovane provenienti dalle strade e dalle aree parcheggio devono essere purificate.
Emissioni/rumori Tutte le case devono essere provviste di uno strato isolante dal rumore, tale che il livello di rumore fuori dalla finestra non deve superare i 40 db.


Gli obiettivi posti per Hammarby Sjostad partono quindi da un’idea ambiziosa ma anche realizzabile con qualche sforzo. Ad oggi infatti la maggior parte degli obiettivi illustrati nella tabella sono stati realizzati. Solo con riferimento ai target sui consumi di energia e acqua attualmente non si è giunti ai livelli ideali riportati nella tabella, arrivando tuttavia a livelli di sostenibilità tali da rendere oggi Hammarby Sjostad un quartiere che attrae residenti facoltosi e desiderosi di acquistare un appartamento con una grande finestra sul lago.

Questo ha dimostrato che porsi obiettivi particolarmente ambiziosi ha portato a risultati particolarmente eccellenti, seppur con qualche differenza rispetto al modello originario, così come spiegato. Un aiuto a portare avanti l’originale modello ambizioso viene dal GlashusEtt, il centro di informazione ambientale di Hammarby Sjostad. Proprio da qui arriva la notizia, riferita da Malena Karlsson, una dei responsabili del centro, che verrà bonificata e riqualificata un’altra area, a nord-est di Stoccolma. Viene da pensare che un’amministrazione del genere è probabilmente fatta da politici-statisti che si occupano in primo luogo delle generazioni future piuttosto che di PIL e spread. Forse queste persone hanno già capito che i secondi migliorano solo quando i primi si realizzano.

Malena Karlsson spiega anche che l’azione dell’amministrazione è ispirata al principio “chi inquina paga” e che purtroppo, nel caso di Hammarby, una moltitudine di piccole officine era presente sul territorio da bonificare, rendendo di fatto impossibile un rapporto causale fra lo stato dell’inquinamento e l’effettivo responsabile. Tuttavia Malena ritiene che, in caso di grandi complessi industriali tale nesso sia più semplice da dimostrare e che la spesa per un risanamento debba assolutamente gravare su chi ha di fatto inquinato.

La visita ad Hammarby Sjostad è nata dopo il convegno del 2 luglio scorso presso la sede del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo, nel quale è stato presentato il progetto di studio di questo quartiere svedese, in modo da offrire un modello di bonifica e riqualificazione urbana per il quartiere Tamburi di Taranto, accanto al quale sorge l’acciaieria Ilva. In quel convegno venne anche presentata una tesi per trasformare l’area a caldo dell’Ilva in un parco verde mediante un progetto di riqualificazione dell'area industriale.

Il Dipartimento Jonico in "Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo" dell'Università degli Studi di Bari, con sede a Taranto, città caratterizzata da un forte inquinamento industriale, sta così creando un collegamento con città, come Stoccolma, nelle quali sono state sperimentate buone pratiche in campo ambientale. Città fortemente compromesse dall’inquinamento come Taranto non possono prescindere da un confronto con realtà estere nel campo della green economy e delle smart cities.

La visita ad Hammarby Sjostad ha avuto pertanto lo scopo di creare un primo contatto con le realtà scientifiche ed amministrative locali per una futura collaborazione virtuosa per la bonifica e il recupero del quartiere Tamburi di Taranto. Il percorso è ancora lungo. L’intento è quello di unire competenze ed esperienze e guardare con grande interesse verso chi ha saputo riconvertire l’economia e le città verso modelli di sostenibilità ambientale.

1Cfr. http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/winning-cities/stockholm-european-green-capital-2010/
2City of Stockholm (1996a), “Hammarby Sjostad environmental program”. Stockholm: City planning administration, City of Stockholm.


Pubblicato per gentile concessione del settimanale "Il Salvagente" (http://www.ilsalvagente.it/)