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Articolo del 01/06/2010

Tratto da Gestire n° 71-72
LA MODA DEL BELLO - Il Facility per la Collezione Maramotti di Max Mara

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E’ realtà il sogno di Achille Maramotti, fondatore di Max Mara, di creare una raccolta d’arte contemporanea aperta a tutti gli appassionati. Una collezione con opere italiane, europee e americane dagli anni Quaranta agli anni Novanta realizzata nella storica sede di Reggio Emilia e gestita dai Facility Manager dell’azienda di fashion, come ci spiega Mauro Poli

Di Maria Elisa Dalgrì

Alcuni decenni orsono Achille Maramotti, fondatore di Max Mara, ebbe l’idea di creare una raccolta d’arte contemporanea che potesse in seguito diventare un luogo aperto a un pubblico di appassionati. Nel 2007 il suo sogno si è completamente realizzato. Mauro Poli Responsabile Servizi Immobiliari dell’azienda ci spiega come.
Quali caratteristiche ha la Collezione Maramotti?
La Collezione comprende oltre duecento opere in esposizione permanente, che rappresentano alcune delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali degli ultimi cinquant’anni. Principalmente è costituita da dipinti, ma trovano spazio anche sculture e installazioni di vario genere. Il primo piano ospita sculture e dipinti italiani ed europei dalla fine degli anni quaranta alla fine degli anni ottanta, il secondo piano propone opere americane ed europee dagli inizi degli anni ottanta alla fine degli anni novanta.
Dove è situata questa collezione?
L’edificio che ospita la Collezione è situato nella prima periferia di Reggio Emilia. La data di costruzione del fabbricato, già storica sede dello stabilimento Max Mara, risale ai primi anni Cinquanta. L’edificio si sviluppa su tre piani per una superficie complessiva di circa 10.000 metri quadrati suddivisi fra spazi espositivi, uffici e depositi.
La Collezione è aperta al pubblico? E con quali modalità?
L’ingresso alla Collezione è pubblico e gratuito, ma ogni visita è aperta, previa prenotazione, a soli venticinque visitatori per volta. Ogni gruppo viene accompagnato da una guida che illustra nel dettaglio le opere esposte.
Come è organizzata la gestione dei servizi?
Tutta le attività di Facility Management fanno capo all’organizzazione ed alle strutture che già governano il campus Max Mara Headquarters, e sono suddivise fra Servizi Immobiliari ed Impiantistici (manutenzione e gestione immobile ed impianti) e Servizi Generali (manutenzione verde, servizi di sorveglianza, pulizie). Fanno invece riferimento direttamente alla Direzione della Collezione i servizi di supporto e di informazione per i visitatori.
Quali sono i servizi più delicati da gestire in questo tipo di realtà?
Credo non si possa parlare di servizi più delicati di altri. Piuttosto possiamo dire che la particolare destinazione d’uso dell’edificio comporta un’attenzione speciale nell’organizzazione di ogni servizio, sia per modalità di erogazione, sia per tempi di intervento. Soprattutto per quanto riguarda le attività di gestione e manutenzione di impianti ed immobile, è tassativo il rispetto da parte di tutti gli operatori di regole e divieti, come peraltro avviene normalmente in luoghi aperti al pubblico in cui “l’invisibilità” dei servizi è essenziale.
A suo avviso, nel caso di un museo è possibile tracciare un confine netto tra servizi di supporto e core business? Nel caso, dove può essere situato questo confine?
Nel nostro caso credo che utilizzare il termine core business sia improprio. In realtà ci si trova di fronte ad una “collezione d’arte” nella sua accezione più comune, finalizzata unicamente alla fruizione delle opere esposte. Semmai si potrebbe affermare che si percepisce la presenza di una particolare sensibilità, e che questa ha rappresentato e rappresenta un anello di congiunzione fra arte e moda. In questo contesto la gestione dei servizi conserva un suo ruolo ben distinto, ma pienamente integrato con l’attività di gestione della Collezione per raggiungere l’obiettivo comune dell’alta qualità dei servizi erogati.
Nel caso della Collezione, spettano al Facility Manager attività come, ad esempio, la cura del layout delle sale e l’eventuale trasferimento delle opere ad altra sede per esposizioni temporanee?
Nel nostro caso al Facility Manager competono tutte le attività che possono determinare modifiche al layout iniziale, soprattutto per quanto riguarda spazi che necessitano di progetti ed opere ad hoc, (quali ad esempio gli ambienti da destinare ad esposizioni temporanee). Il trasferimento delle opere è invece competenza esclusiva della Direzione della Collezione e del suo staff.
Alcuni servizi si delineano come particolarmente delicati soprattutto per ciò che riguarda il rapporto con il fornitore, come ad esempio la sicurezza e le pulizie. Quali misure adottate per assicurarvi che il personale del fornitore sia sufficientemente preparato per operare in una realtà tanto particolare come quella di un museo?
La struttura di Facility Management che si occupa della Collezione è la stessa che è già incaricata della gestione del quartier generale Max Mara, e anche i fornitori di servizi sono in buona parte gli stessi. Ciò, compatibilmente con le capacità organizzative e strutturali delle ditte fornitrici, consente di utilizzare risorse conosciute, selezionate e formate, ma che soprattutto hanno già avuto modo di apprendere la filosofia di approccio della parte committente. La vicendevole conoscenza tra committente e fornitore di servizi rappresenta un valore essenziale per ottimizzare qualità e costi del servizio
A suo parere, quali caratteristiche e quale preparazione deve avere un Facility Manager per operare al meglio nell’ambito di un museo?
Credo che una delle caratteristiche principali di un Facility Manager che si ritrova a gestire un museo consista nella capacità di essere in perfetta sintonia con le attività svolte all’interno dell’edificio. Vale a dire che occorre possedere la sensibilità necessaria per calarsi in quell’universo particolare rappresentato da un museo o da una collezione d’arte, oltre che nella psicologia di chi ha la responsabilità di dirigerlo, facendolo sentire partecipe anche della gestione tecnica. Se un Facility Manager possiede queste caratteristiche allora non avrà difficoltà ad adattare la sua preparazione tecnica di base alle specificità del sito. 


Mauro Poli
Responsabile Servizi Immobiliari Max Mara
Mauro Poli, 50 anni, nato a Reggio Emilia, dopo essersi laureato in Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Bologna, ha iniziato la propria attività lavorativa maturando esperienze professionali di tipo ingegneristico presso studi tecnici e imprese di costruzione. Nel1993 è entrato in Max Mara per ricoprire il ruolo di Responsabile Area Servizi Immobiliari. In qualità di Facility Manager, assieme al suo staff, si occupa della gestione tecnica del quartier generale di Reggio Emilia e delle sedi delle filiali Italia ed Estero.

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