La Ristorazione diventa flessibile e accessibile a tutti

Data di pubblicazione: 28 AGO 2023
La Ristorazione Aziendale sta cambiando profondamente, anche a seguito della pandemia, che però ha solo accelerato un fenomeno che era già in atto. 
 
Le esigenze dei Clienti (le aziende) e degli Utenti (i dipendenti in pausa pranzo) mutano allineandosi a due fenomeni culturali e sociologici primari:
 
  • Una crescente consapevolezza delle persone nei confronti del cibo e dell’alimentazione come fattori determinanti per il benessere individuale e il welfare aziendale. La salute conta, ma dopo il Covid conta molto di più. Cosa mangio conta molto di più, e non solo in termini di gusto.
  • La fluidità del lavoro, che supera gli schemi spazio-temporali consueti, stravolgendo logiche ed abitudini consolidate. Basti pensare allo smart-working e all’home working, con tutto ciò che comportano in termini di nuovi processi di lavoro e di vita, ma anche di esigenze di socialità, pause pranzo incluse. Come impiego il tempo della mia pausa, e con chi lo trascorro, conta molto di più.
 
Ripensare la pausa pranzo aziendale
 
Soprattutto nel Terziario e nei Servizi, ma anche nel Manifatturiero (seppure con meno enfasi), occorre ripensare e riprogettare gli spazi ed i processi connessi alla “pausa pranzo”, considerando che:
 
  • I pasti (meglio sarebbe dire i “momenti di pausa”) necessari in azienda sono meno numerosi, in alcuni casi con un calo dei volumi medi superiore al 50%. E, soprattutto, sono molto variabili a seconda dei giorni della settimana (in ufficio 2 giorni o 3 giorni su 5…) o dei periodi.
  • Il “take home”, prima saltuario e anticonvenzionale, diventa un plus richiestissimo, con tutto ciò che ne consegue in termini di “trasportabilità” e “conservabilità” del cibo
  • Lo spazio necessario a cucinare, distribuire, consumare i pasti si riduce, con la possibilità che esso venga ricollocato verso altre esigenze di socialità lavorativa o di welfare che, quando si è in azienda,  compensino i disagi del lavoro remoto:  meno spazio alla cucina, più spazio e di maggior qualità al ristorante che diventa anche luogo di lavoro e socialità, o alla palestra, o a sale riunioni e spazi di co-working per i momenti di picco negli afflussi in ufficio. 

Come affrontare questa rivoluzione? 
 
Come in Elior Ristorazione abbiamo iniziato a fare ben prima del Covid, combinando: 
  • Tecniche di produzione e conservazione in grado di garantire qualità molto elevata dei piatti, ma anche profondità di gamma e durabilità del prodotto. Ad esempio, la nostra linea di Piatti in ATM “I Colti in Tavola” prodotta nelle nostre cucine centrali all’avanguardia.
  • Nuovi concept tecnologici, come Food360, Urban360 o Il Market: “frigoriferi intelligenti” che rendono fruibile l’ampia gamma di prodotto in modalità automatica o semi-automatica, in totale sicurezza, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
  • La digitalizzazione, che permea i processi e collega i due elementi precedenti, attraverso soluzioni Web o App che consentono di informarsi e scegliere in base ai propri stili di vita, abitudini alimentari, scelte etiche.
  • La combinazione di tecniche produttive moderne, tecnologia all’avanguardia e digitalizzazione ci permettono di erogare una experience impeccabile dalla scelta e prenotazione, al monitoraggio delle code, all’erogazione del pasto, al pagamento, alla valutazione per il gradimento del servizio. 
 
Da Ristorante Aziendale a Ristorante Agile
 
Qual è la condizione fondamentale, lato Cliente, per ottenere il massimo del beneficio? 
 
Partire dalla co-progettazione del servizio, e degli spazi per la sua realizzazione, coinvolgendo il Partner Elior fin dalle prime fasi. Attraverso un pensiero creativo comune, che parte dalla realtà del singolo Cliente, è possibile combinare i vari ingredienti della ricetta Elior e realizzare il giusto mix di innovazione e tradizione, ad esempio mantenendo fasi in show-cooking, o innestando corners specializzati che affianchino e completino il “Ristorante Agile”
 
Ecco che il Ristorante Aziendale non è più un format statico, ma il risultato di combinazioni virtualmente infinite capaci di trovare il miglior mix di soluzioni per ogni esigenza, ed in grado di adattarsi dinamicamente ad un contesto e ad una domanda mutevoli.
Non ultimi, alcuni dettagli non di poco conto. Attraverso questo percorso, Elior mette a disposizione del mercato tre risultati di grande valore:
Una significativa riduzione degli investimenti necessari al Cliente per la realizzazione degli spazi di cucina, e di conseguenza dei costi di esercizio (utenze energetiche, manutenzioni)
L’abbattimento della soglia minima di commensali/pasti necessari a rendere possibile la realizzazione di un vero Ristorante Aziendale. Oggi anche le PMI possono realizzare il proprio Ristorante in poco spazio, con investimenti contenuti, a partire da volumi di 20 pasti al giorno
La capacità di erogare pasti di elevata qualità senza alcun vincolo di orario, nei festivi, di notte, rispondendo concretamente alle esigenze dei lavoratori che operano su turni.
 
Un’ultima considerazione relativa all’impatto sul rapporto contrattuale. Il Ristorante Agile ha una struttura di costi molto meno rigida, in quanto le attività produttive ad alta intensità di manodopera sono concentrate a monte, nelle Cucine Centrali, e i costi gestionali legati all’infrastruttura della cucina sono minimi. Ciò permette di assorbire una maggior variabilità nei volumi, senza che improvvisi cali della domanda generino disequilibri nel Conto Economico, limite tipico delle forme tradizionali di cucina-in-loco. Ma sui modelli contrattuali innovativi ci sarebbe molto da dire, e lo faremo in una prossima occasione…
 
Food360
 
Market

Ristorante ibrido